Storie di guarigione

Riflessioni e storie personali di persone che hanno avuto esperienza diretta di malattia mentale, e in particolare che hanno “sentito voci”.

Se volete condividere la vostra storia di guarigione, mandatela via mail a info@intervoiceitalia.it. Se desiderate mandateci anche una vostra foto.

Associazione di Promozione Sociale ARCI Intervoice Italia

Vivere con le voci: 50 storie di guarigione

Romme M, Escher S, Dillon J, Corstens D, Morris M (2010) Vivere con le voci. 50 storie di guarigione. Mimesis, Milano

Vivere con le vociL'approccio dei professionisti della salute mentale all'esperienza dell'udire le voci è ancora, troppo spesso, stigmatizzante. Sentire le voci è considerato ipso facto uno dei sintomi cardinali della psicosi e tutto il resto (quali e quante sono le voci, cosa dicono, quando si , manifestano) non viene quasi preso in considerazione. In questo libro si trovano la scienza e le tecniche (ma ricordiamoci sempre che "La tecnica non pensa") ed anche l'umanità di tante persone che testimoniano che ognuno può essere il protagonista della propria vita. Le 50 storie di recovery ci raccontano la fatica della ri-costruzione del sé nel passaggio da un modo all'altro di essere nel mondo, la ridefinizione del proprio ruolo e delle relazioni sociali ad esso connesse e l'emergere della ineludibile domanda di senso "Perché è capitato proprio a me?" a cui la psichiatria, da sola, non è in grado di dare una risposta.

Questo libro dimostra che è assolutamente possibile superare i problemi connessi all’esperienza di “udire le voci” e che la persona può finalmente riacquisire il controllo della propria vita. Il libro indica un cammino verso la guarigione, identificando e chiarendo le problematiche di maggior rilievo descritte dagli “uditori di voci” stessi (le minacce, le sensazioni di essere privi di qualsiasi potere, la paura di impazzire) e il percorso che può aiutarli a rientrare in contatto con le proprie emozioni e a realizzare ciò che hanno sempre e solo sognato. Il libro è rivolto sia a operatori sanitari (psichiatri, psicologi, infermieri…) che a persone che sentono le voci (molte delle quali possono essere state diagnosticate come “schizofreniche”) e famigliari.

Il “cuore” del libro è rappresentato dalle storie di cinquanta persone che si sono riavute dalla sofferenza causata dall’udire le voci. Queste persone hanno superato gli atteggiamenti sociali e psichiatrici invalidanti che riguardano questo fenomeno e hanno combattuto duramente, anche con sé stesse, per poter accettare e trovare un senso alle proprie voci. Hanno cambiato il loro rapporto con le voci per poter finalmente rivendicare il diritto alla propria vita. Ron Coleman espone con estrema chiarezza questo concetto nel suo libro Guarire dal male mentale: “Vivi la tua vita, non quella delle tue voci!” (Coleman, 1999).

Tutte queste persone descrivono il proprio “viaggio” verso la guarigione (“recovery”): come ora accettano le voci in quanto parte di sé e come hanno imparato a fronteggiarle e a cambiare il rapporto con loro, come hanno scoperto che le loro voci non sono un incomprensibile segno di pazzia, bensì una reazione a determinati problemi esistenziali che prima non sapevano come affrontare e gestire. Ognuna di queste storie racconta del viaggio che ha portato alla consapevolezza che esiste un rapporto tra le proprie voci e la propria vita, che le voci parlano di problemi che la persona non ha risolto e che pertanto le voci hanno un senso.

Sebbene le ricerche scientifiche indichino che la maggior parte delle persone che odono voci non riceva una diagnosi psichiatrica e non chieda aiuto, le storie in questo libro sono quelle di uditori e uditrici di voci che sono diventati pazienti psichiatrici, spesso per lunghi periodi della loro esistenza. Queste persone sono state intimorite dalle voci, si sono sentite sopraffatte da loro e impotenti. Il processo di “recovery” descritto nelle cinquanta “storie di guarigione” è stato in tutti i casi un percorso difficile, che ha richiesto molto coraggio e che si è basato sulle uniche e individuali peculiarità di ognuno dei protagonisti.

Gli uditori di voci che leggeranno questo libro si renderanno conto che per riprendere la vita nelle proprie mani si devono fare delle scelte e c’è bisogno dell’aiuto e del supporto di altre persone (non solo professionisti della salute mentale ma anche amici, famigliari e altri uditori di voci). Si tratta di ricominciare a ricostruire e irrobustire il proprio “sé”. Dalla lettura di queste storie risulterà chiaro che l’accettazione delle voci e il saperle ricollegare alla propria vita è l’unico modo perché le voci non siamo più una fonte di grande sofferenza. Diventa così evidente che anziché “cancellare“ le voci (come si cerca di fare in medicina con i sintomi) è molto più vantaggioso cambiare il rapporto che si ha con esse.

Gli Autori:

Marius Romme
Professore di Psichiatria Sociale all’Università di Maastricht dal 1974 al 1999 e Direttore del Centro di Salute Mentale di Maastricht. Già Professore presso l’Università di Birmingham. Le sue ricerche negli ultimi 35 anni hanno riguardato l’esperienza di “udire le voci”.

Sandra Esher
Ha lavorato come giornalista scientifica ed è stata Ricercatrice presso l’Università di Maastricht, dove si è occupata di bambini uditori di voci. E’ deceduta nel maggio 2021.

Jacqui Dillon
E’ stata la portavoce del Network inglese degli uditori di voci, una organizzazione no-profit di utenti che lavora per promuovere l’accettazione e la comprensione dell’esperienza di udire le voci, avere visioni e altre esperienze sensoriali. Si occupa di formazione riguardo all’udire le voci e alla correlazione tra traumi e psicosi.

Dirk Corstens
Psichiatra sociale e psicoterapeuta, lavora presso il Centro di Salute Mentale di Maastricht. Ha lavorato con Marius e Sandra dal 1992 ed ora dirige un servizio specifico per uditori di voci a Maastricht. Ha sviluppato un metodo per il dialogo con le voci.

Mervyn Morris
Professore all’Università di Birmingham e Direttore del Centro di Salute Mentale di Birmingham; si occupa di riorganizzazione dei servizi psichiatrici, dello sviluppo di approcci alternativi fondati sull’esperienza degli utenti, in particolare nell’area delle psicosi e di formazione pratica riguardo alla accettazione delle voci.

“Solo la verità ci renderà liberi”: la storia di Jacqui Dillon

Jacqui Dillon è la Presidente della Rete Inglese degli Uditori di Voci

Jacquie Dillon aged 5 C’era una volta una bambina, una bambina qualunque, che come tutti I bambini è nata con tutti i bisogni umani primari: il bisogno di essere nutrita, tenuta al caldo e al sicuro. Come tutti i bambini, ha bisogno d’amore ed empatia per poter crescere e realizzare pienamente le sue potenzialità, come tutti i bambini si meritano.

Jacquie DillonMa come capita ad ognuno e a tutti quelli nati in questo magnifico e misterioso universo, la natura arbitraria di venire al mondo in una determinata famiglia è un fatto puramente casuale e come molti bambini, troppi bambini di questo mondo, la bambina purtroppo ha la sventura di nascere con dei genitori i quali sono semplicemente incapaci di provvedere persino a queste sue necessità fondamentali. Poichè i suoi genitori sono essi stessi null’altro che bambini feriti e spezzati, frustrati e travagliati, racchiusi dentro a corpi di adulti onnipotenti, camuffati l’una da madre e l’altro da padre...

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“Lo psichiatra mi inseguiva a piedi per le strade di Torino”

La storia di Lia Govers

Lia Govers…le idee di persecuzione si estendevano sempre più, fino ad avvolgermi tutta: alla fine quasi tutte le persone intorno a me mi sembravano coinvolte nella persecuzione nei miei confronti, compresi datori di lavoro, il proprietario del mio alloggio, ex-colleghe di lavoro ed altri ancora. Mi sembrava che tutte queste persone mi drogassero, mi tenessero a mia insaputa sequestrata, sottonutrita, che mi stuprassero persino periodicamente e che lo facessero per appropriarsi di infinite proprietà o titoli che invece appartenevano a me soltanto ed a pochi altri, come mio padre e mio figlio.

Cercando di combattere tutte le ingiustizie ed i misfatti che io captavo venissero fatti, ho incominciato a presentare degli esposti in Procura. In totale, nell’ultimo anno, devo averne presentati almeno 160…

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“Adesso riesco a parlare del mio passato”

Intervento di Flore Brummans al 1° Congresso Mondiale “Udire le Voci”, Maastricht, 17 e 18 settembre 2009 (traduzione di Angelo Arecco)

“Mi chiamo Flore Brummans, sono sposata e madre di tre figli che ora non abitano più con me.
Mia figlia e uno dei miei figli sono sposati, mentre l’altro figlio vive con altre persone.

Da bambina ho subito abusi sessuali tra i 6 e i 14 anni di età. Fu in quel periodo che iniziai a sentire le voci. Quando avevo 6 anni misi al corrente la mia maestra di essere stata abusata sessualmente e lei mi fece stare sotto il banco e nella carbonaia per una settimana.

Il prete del paese in cui vivevo, informato dalla mia maestra, mi punì dandomi cinque bacchettate sulle dita. Ben presto la mia fiducia negli adulti venne meno, e quel che è peggio in tenera età fui gravemente oltraggiata...

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“Le mie voci mi rispettano”

Cristina ContiniUna breve biografia autorizzata di Cristina Contini

Il pezzo che segue è tratto dal saggio di Mario Cardano, Il male mentale, Distruzione e ricostruzione del sé, che è pubblicato nel volume a cura di Laura Bonica e Mario Cardano, Punti di svolta. Analisi del mutamento biografico, Bologna, Il Mulino, 2008, pp. 123-171.
La storia di Serena assomiglia davvero tanto a quella di Cristina…

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“Il dottore matto”: la storia di Rufus May

da “The Independent on Sunday” 18 marzo 2007

Rufus MayIl dottor Rufus May è un ex-paziente psichiatrico che oggi lavora come psicologo per conto del Servizio Sanitario Nazionale britannico. È stata proprio la sua infelice esperienza di trattamento terapeutico a sollecitare la sua dedizione totale alla personale crociata tesa a fornire una risposta più positiva alla follia e ad un atteggiamento di maggior ascolto dei pazienti. In queste pagine, il dottor May vi invita a udire le voci zittite troppo a lungo e a rendere il giusto omaggio alla creatività e al coraggio delle persone che hanno saputo oltrepassare le loro difficoltà pur di dare un ricco contributo alla vita.

Quando aveva 18 anni, a Rufus May venne diagnosticata una forma di schizofrenia incurabile e fu internato in un ospedale psichiatrico. Oggi è uno psicologo rispettato e conduce iniziative appassionate sui problemi della salute mentale. Qui racconta la sua storia straordinaria...

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“Le tappe fondamentali verso la guarigione”: la storia di Ron Coleman

Stepping Stones to Recovery (da: www.scottishrecovery.net)

Ogni viaggio ha un punto di partenza, e per me questo ha significato incontrare Lindsay Cooke, la mia operatrice di riferimento. Fu lei ad incoraggiarmi a partecipare al gruppo d’auto aiuto per uditori di voci a Manchester, all’inizio del 1991. Fu lei, e non io, a credere fermamente che tale frequentazione avrebbe solo potuto giovarmi. Fu lei ad essere in grado di volgere lo sguardo senza tener conto della mia pazzia di allora e scoprire le mie potenzialità latenti. Fu la sua fede in me che diede una sorta di “calcio di inizio” alla mia guarigione. E’ pertanto verso di lei che sento di aver un debito enorme.

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“Lotta e vedrai”: la storia di John Mc Ewen, Australia

Come sono riuscito a far tacere le voci dopo 43 anni che le sentivo tutto il giorno e in ogni momento

I FATTI IMMEDIATAMENTE ANTECEDENTI ALLA COMPARSA DELLE MIE VOCI
Nel 1957 avevo 14 anni e vivevo in un collegio. La zona delle toilette comprendeva sette piccoli gabinetti. Per qualche motivo sconosciuto, un giorno provai una gran paura mentre mi trovavo in uno di questi e mi affrettai a finire i miei “bisogni” ed uscire di corsa. Nelle due settimane successive, la paura aumentò spropositatamente, fino a raggiungere un’intensità tale da farmi decidere di non servirmi più dei gabinetti.
Così cominciai a sporcarmi gli slip, e terrorizzato all’idea di infilarli così sporchi nel cesto della biancheria da lavare, iniziai a nasconderli nello spogliatoio della mia cameretta oppure in buche scavate sotto le piante del giardino, ma qualcuno ben presto scoprì i miei nascondigli...

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“Non sono più spaventata”: la storia di Eleanor Longden

Abbiamo parlato delle voci e il mio psichiatra mi ha suggerito di smettere di considerarle un sintomo di malattia mentale.
The Daily Mail, 7/2/2008

Eleanor LongdenQuesto articolo è comparso sul tabloid inglese DAILY MAIL. Parla di una donna, uditrice di voci, ed è uno straordinario avallo del nostro lavoro, in particolare quello di Pat Bracken, uno psichiatra di Bradford in Inghilterra il quale è un tenace sostenitore del nostro approccio al sentire le voci.
L’esperienza terribile di una studentessa brillante che ha iniziato a sentire le voci e poi è precipitata nell’abisso della follia.

CLAIRE CAMPBELL
Fonte: Daily Mail, (UK) 7 febbraio 2008
Eleanor Longden aveva 17 anni e nel suo primo anno di studio universitario di psicologia iniziò a sentire una voce che le parlava. Nel giro di poche settimane venne diagnosticata schizofrenica e subì un ricovero coatto in un reparto psichiatrico per acuti. Qui parla con CLARE CAMPBELL della sua terribile esperienza e di come, con l’aiuto di uno psichiatra comprensivo, è riuscita a riconquistare la sua vita...

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“Non voglio più utilizzare gli strumenti dissociativi della mia gioventù per risolvere i miei problemi”: la storia di Irene van de Giessen

Maltrattandomi per lungo tempo e seriamente a livello fisico, sessuale e mentale i miei genitori ed altri membri della famiglia mi hanno derubato della mia gioventù. A causa di questo ho incominciato a sentire le voci ed a vedere cose che altre persone non vedevano...

Irene Van De GiessenCon l’aiuto del mio padre adottivo e di altre persone di buona volontà sono riuscita ad affrontare le cose che sono avvenute nel mio passato. Sono riuscita a collocarle all’interno della mia storia personale. E vado fiera del fatto che da vittima io sono diventata una sopravvissuta, da sopravvissuta una lottatrice ed, infine, da lottatrice una persona che riesce ad accettare gli avvenimenti del suo passato per quello che sono....

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